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Testata d 'Angolo

...la pietra scartata dai costruttori è diventata testata d'angolo. (Salmo 117)

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La misura del benessere

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noussbaumIncontro con Martha Nussbaum

di Gianni Liprandi

foto Pietro Baroni / Fondazione Corriere della Sera

Ovunque nel mondo le persone combattono per una vita che sia degna della dignità umana, densa di significato, di benessere. Eppure i paesi continuano a concentrarsi esclusivamente sulla crescita economica. Come superare questa contraddizione? Come affrontare il tema di una giustizia sociale? In un recente incontro organizzato dalla Fondazione Corriere della Sera a Milano la filosofa Martha Nussbaum ha esposto il suo approccio teorico che si concentra sull’istruzione, sulla partecipazione politica, sulla salute, sull’integrità del corpo e, in generale, sull’importanza della libertà significativa nel forgiare la propria vita. Era accompagnata (idealmente) da una giovane donna indiana, Vasanti.

 

Vasanti è una donna di trent’anni nello stato indiano del Gujarat. Il marito, un giocatore d’azzardo ed alcoolista, fuori casa utilizzava il denaro per ubriacarsi e quando tornava a casa era sempre violento. Quando ebbe esaurito i fondi, si fece pagare dallo stato un incentivo per una vasectomia; così Vasanti non riuscì ad avere bambini. Un giorno Vasanti lo lasciò e cercò protezione dai suoi fratelli che le diedero un letto dove dormire nella baracca del padre. “Il copione della vita di Vasanti è stato scritto dagli uomini: suo padre prima, suo marito poi, i fratelli alla fine”, racconta Nussbaum. “Col matrimonio Vasanti ha perso la sua integrità corporea, il suo equilibrio emotivo, è stata tagliata fuori da forme di affiliazione familiare, dall’avere degli amici. Non aveva proprietà, non era alfabetizzata, non aveva una parte equa nelle decisioni. Questa dipendenza dagli uomini l’ha messa a rischio rispetto alla vita, all’assistenza sanitaria, alla salute, le ha negato la possibilità di istruzione, di partecipare alla politica, di trovare lavoro. Vasanti non pensava a sè come cittadina, in quanto non partecipava agli affari politici, né si considerava persona, con un proprio piano di vita.”

 

La fortuna per Vasanti ha un nome: Self-Employed Wohmen’s Association (SEWA) una delle organizzazioni non governative migliori al mondo fondata nel 1972 in India da Ela Bhatt, attivista nota a livello internazionale. “Grazie a questa organizzazione che protegge le lavoratrici autonome la ragazza ottiene un prestito bancario e per la prima volta nella sua vita si trova ad avere un proprio reddito, riuscendo così a ripagare i propri fratelli” dice Nussbaum. “Inoltre visto che non ha imparato a leggere e scrivere, viene coinvolta nei programmi di istruzione della SEWA e così riesce ad acquisire le competenze che le consentono di ottenere indipendenza e partecipazione politica.” Oggi Vasanti si sta impegnando per creare un gruppo capace di indagare sulla violenza domestica. Ma la lotta di tutte le Vasanti del mondo per uscire dalla violenza domestica non è estranea alle nazioni ricche. “Solo negli Stati Uniti l’indagine nazionale sulla violenza alle donne del ministero della giustizia ha stimato che il 18% delle donne hanno sperimentato lo stupro o il tentativo di stupro da parte di un partner vicino - ricorda Nussbaum - e la percentuale di violenza fisica è anche doppia”.

 

Come assicurare a tutte le persone il diritto ad una vita dignitosa, ad uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale? Nussbaun critica l’approccio che si concentra solo attorno al Prodotto Interno Lordo, in base al quale uno stato funziona bene se la sua economia funziona bene, dimenticando questioni fondamentali come l'equità e l’eguaglianza sociale. Se leggessimo la storia di Vasanti esclusivamente in base al PIL, infatti, ci concentreremmo sul fatto che il Gujarat è uno degli stati più ricchi dell’India; peccato che i vantaggi degli investimenti stranieri non vadano certo a vantaggio dei più poveri, specie delle donne. Come risolvere questi problemi? La proposta di Nussbaum è quella di affrontarli con un nuovo approccio, basato sulle capacità. “Per sapere come sta Vasanti dobbiamo cercare di capire cosa effettivamente è in grado di fare, di essere nei diversi campi della vita: quali sono le sue circostanze familiari, sociali, politiche, come queste hanno influenzato la sua capacità di godere di buona salute, di proteggere il proprio corpo, di raggiungere un buon livello di istruzione, di lavorare, di partecipare alla politica, di ottenere rispetto ed uguaglianza sociale”.

 

Il metro del benessere, per Martha Nussbaum, è composto da dieci capacità personali, prerequisiti indispensabili per un resoconto minimo di giustizia sociale: vivere una vita umana, insieme agli altri e per gli altri, in relazione con altre specie, poter ridere e giocare, essere in grado di utilizzare i propri sensi, i propri sentimenti, sviluppare una concezione di ciò che è bene e male, godere di buona salute, muoversi liberamente sul territorio, partecipare in modo efficace alle scelte politiche. “Il mio approccio alle capacità è una variazione rispetto ad un approccio sui diritti umani perché è basato sul concetto stesso di giustizia; le capacità, infatti, sono come i diritti umani” conclude Nussbaum. “Per questo ritengo che lo stato debba elaborare politiche che promuovano reali opportunità personali e sociali.” Solo belle teorie? No, dice Nussbaum. Una svolta epocale viene dalla Commissione Sarkozy, composta tra gli altri da Amartya Sen (premio Nobel indiano per l’economia), che ha scritto raccomandazioni politiche forti relativamente al fatto che la qualità di vita delle persone non può essere misurata solo in base al PIL, ma soprattutto in base alle capacità.

 

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